HYPOTHETICAL TRIBALISM

Giorgio Albani, Omar Meijer, Giorgio Rocchi

Partendo dal saggio del noto antropologo americano Clifford Geertz, Art as a Cultural System dove l’autore illustra che bisogna cambiare il nostro modo di guardare l’arte per la sua superficie estetica ma di osservarla partendo dal contesto storico, culturale, geografico in cui essa nasce e si sviluppa per comprendere al meglio da dove nascano i suoi concetti e le sue forme estetiche.Sulla base di questo ragionamento ci siamo interrogati di come tutto quello che stiamo lasciando sulla superficie di questo pianeta ma che di artistico o di culturale ha ben poco come potrebbe essere interpretato da qualcuno che l’essere umano non l’ha mai visto.
 
Da questa idea abbiamo iniziato ad osservare in modo diverso le strutture architettoniche che l’uomo ha creato per il nutrimento e funzionamento della sua società e chiedendoci cosa diventeranno queste costruzioni quando la componente umana non ne farà più parte.Così nasce il tribalismo ipotetico che da il nome al nostro lavoro Hypothetical Tribalism, un immaginario culturale creato da un essere diverso dal uomo ma sulla base delle strutture che l’uomo ha lasciato.
 
All’interno del nostro video delle figure alienanti dal paesaggio terrestre si interfacciano con quello che l’uomo ha lasciato sulla terra e lo osservano e le interpretano come edifici sacri e celebrativi di qualcosa mai esistito.In questo modo ai loro occhi quelli che per noi sono comuni tralicci, ponti, luoghi urbani e architetture diventano totem sacri, luoghi rituali e spazi di culto.