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QUANTO CONOSCI L’AMBIENTE CHE TI CIRCONDA?

Elisabetta Plati, Michela Capelli, Nicole Redolfi, Noemi Cremaschi 

Il progetto è stato pensato e sviluppato in tensione tra due punti: da un lato l’arte concettuale, dall’altro l’antropologia dell’arte.
Per quanto riguarda il primo, l’ispirazione nasce dalle posizioni più radicali dell’arte concettuale, soprattutto per quanto riguarda il valore dato al contesto. Il corpo diviene la misura reale di interazione con l’ambiente circostante. Il soggetto delle opere è l’esperienza psicologica, spaziale e temporale, dello spettatore; questa avviene attraverso la relazione tra forma, corpo e spazio. Punto di riferimento per noi è stato Emilio Fantin. Per quanto riguarda il secondo, siamo partite dal saggio Gli usi sociali e politici dell’arte contemporanea di Ivan Bargna. In questo saggio l’antropologo si sofferma sulla relazione tra arte e contesto, soprattutto nelle sue declinazioni legate alla creazione di eventi, alle installazioni site- specific o all’arte urbana. L’arte in questo senso non è più confinata in spazi espositivi, percepiti come neutri: piuttosto interagisce con luoghi abitati, naturali o antropizzati, rapportandosi a essi e trasformandoli in alcuni casi.

In questa logica, seguendo Michel de Certeau, l’azione del camminare diventa atto di resistenza: camminando, le persone sono in grado di risignificare lo spazio astratto, coerente e totalizzante delle mappe, delineando una serie di possibilità. È doveroso riconoscere l’importanza che questa pratica ricopre nella costruzione di un linguaggio del corpo in relazione all’ambiente circostante: il nostro progetto nasce proprio da questa riflessione.

Da qui l’idea di proporre una camminata “guidata” all’interno del proprio comune di residenza o di uno spazio a noi affine, fornendo una serie di indicazioni e di istruzioni testuali, oggettive e soggettive, che modellano l’esperienza del fruitore al fine di metterlo in contatto con l’ambiente circostante.