UNDEFINED SPIRITS

Alessandro Berti, Francesca Rusconi, Giuseppe Sciabica

Nel saggio Making l’antropologo Tim Ingold definisce le linee astratte come linee private del loro aspetto esteriore, ovvero del loro aspetto superficiale: l’autore ci sollecita a non lasciarcele sfuggire, dato che riguardano la necessità interiore del loro manifestarsi. Il testo riporta un esempio di preferenza dell’astrazione rispetto al soggetto analizzato: Kandinskij sostiene che la linea, in sostituzione alla rappresentazione realistica del pesce, sia molto più comunicativa e comprensibile data la sua estrema semplicità.

Oltre al concetto di astrazione, Ingold ci invita a non considerare la linea come oggetto statico, bensì come punto di partenza dal quale l’occhio potrà guardare la direzione in cui andrà. Undefined Spirits vuole rendere visibile il messaggio presente nei concetti e nell’esempio precedentemente citati: il progetto mette in evidenza attraverso linee astratte i movimenti e i micromovimenti del viso umano per restituire una dimensione fisica alle emozioni, le quali sono sempre state considerate puramente astratte; tutto ciò è possibile in quanto i movimenti che un volto esegue sono dipendenti dallo stato d’animo.

Partendo da un video in cui il presentatore documenta le reazioni di alcun* ragazz* del liceo a sue lusinghe, mediante il software Adobe After Effects sono state tracciate le varie linee dei punti determinanti delle loro espressioni, mettendo così in risalto, bianco su nero, l’astrazione del sentimento.