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PUNTI DI VISTA

Giulia Colpani, Martina Carrara, Milena Galizzi 

Pietro Meloni, nel saggio Torture con Spettatore, mette in luce come culturalmente e storicamente la violenza - soprattutto quella legittimata dalle strutture di potere - abbia sempre avuto bisogno di un pubblico che fosse il testimone di quel momento e di quell’azione. Ci siamo immedesimate in tutti i ruoli presenti all’interno del saggio – vittima, carnefice e spettatore - creando un’esperienza da più punti di vista differenti. Siamo state nella condizione di essere ognuna vittima di qualcuno e carnefice di un’altra, e di conseguenza anche spettatrici delle nostre torture.

Comunemente i carnefici sfruttano le fobie delle persone per infliggere sofferenza alla vittima, per questo motivo abbiamo utilizzato le nostre come oggetto di tortura. Le fobie in questione sono la paura del buio, la claustrofobia, la paura degli oggetti taglienti e di conseguenza il tagliarsi, la tripofobia e la paura di insetti e ragni.

Quello che si vede all’interno di questo lavoro è la documentazione delle torture che ci siamo auto-inflitte sotto indicazione del nostro carnefice, sviluppata in modi differenti a seconda delle inclinazioni artistiche della persona che l’ha realizzato.